Super Movers: studio rivela il legame tra velocità di camminata e salute cognitiva
Gli scienziati hanno identificato i "Super Movers", ovvero soggetti di età superiore agli 80 anni che mantengono una velocità di camminata tra 1,15 e 1,20 metri al secondo. Questa andatura è circa 1,5 volte superiore alla media per età e sesso, rendendoli il 7% più rapidi rispetto alla loro categoria demografica.
Una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology, che ha analizzato i dati di 3.989 adulti over 80 provenienti da Stati Uniti, Inghilterra, Europa, Cina e Messico, ha rilevato che i Super Movers presentano un rischio relativo di sviluppare un nuovo declino cognitivo inferiore del 51% rispetto agli altri partecipanti.
I risultati dello studio, condotto da un team guidato da Joe Verghese della Stony Brook University, evidenziano diverse caratteristiche in questi individui:
- I Super Movers mostrano volumi maggiori nell'ippocampo, in particolare nel lato destro e in sottoaree associate a memoria e movimento.
- Questi soggetti mantengono meglio la velocità di elaborazione mentale e le capacità visuo-spaziali nel tempo.
- Nonostante l'analisi autoptica su 692 partecipanti non abbia mostrato differenze significative nella presenza di placche di amiloide e grovigli di tau, i Super Movers presentavano esiti cognitivi migliori.
Secondo il ricercatore Joe Verghese, la capacità di mantenere funzioni cognitive integre nonostante la presenza di segni fisici dell'Alzheimer indica una forma di resilienza cerebrale.
"I Super Movers avevano esiti cognitivi migliori nonostante avessero una patologia di Alzheimer simile a livello di autopsia. Questo indica resilienza, non semplicemente meno malattia"
Verghese ha precisato che lo studio non permette di concludere che camminare velocemente prevenga la demenza, ma che la mobilità eccezionale è associata a un invecchiamento cognitivo più sano. La velocità di camminata e la prontezza mentale sono considerate espressioni di una resilienza sottostante, piuttosto che una causa dell'altra. Non sono stati ancora identificati i fattori biologici, comportamentali o ambientali, come abitudini alimentari o qualità del sonno, che caratterizzano questo gruppo.
