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Carenze nell'IPM di Lecce: spazi angusti, mancanza di sport e servizi incompleti

Il Fatto Quotidiano
Carenze nell'IPM di Lecce: spazi angusti, mancanza di sport e servizi incompleti - sport news

L'Istituto penale per minorenni (IPM) di Lecce presenta gravi carenze strutturali e di servizi. Nonostante l'inaugurazione avvenuta il 20 novembre 2025 alla presenza del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, nell'Ipm leccese perfino la mensa non è ancora pronta. I ragazzi trascorrono 22 ore al giorno in cella, dove consumano colazione, pranzo e cena in isolamento.

Carenze strutturali e attività limitate

Le attività fisiche e ricreative risultano fortemente limitate. L'ora d'aria si svolge in una \"gabbia\" descritta dai detenuti come un rettangolo stretto di rete metallica, simile a un canile, dove non è possibile praticare sport come il calcio. I cantieri per i campi di calcetto e altre strutture sportive sono fermi e inaccessibili. L'unica alternativa è uno stanzone dotato di due tapis roulant e alcuni attrezzi per la ginnastica.

Anche i percorsi formativi e culturali sono attualmente interrotti:

  • I corsi per idraulico, panificazione e falegnameria sono in ferie.
  • Le attività di musica e teatro sono sospese.
  • La biblioteca fisica è ancora in via di formazione.

Il contesto della detenzione

L'aumento della popolazione minorile negli istituti di pena è riconducibile al decreto Caivano del 2022. Nell'Ipm leccese sono attualmente reclusi 12 ragazzi, mentre altri 12 sono attesi dopo l'estate. La struttura presenta una divisione tra una sezione per giovani adulti (18-25 anni) e una per minorenni (14-17 anni).

Secondo quanto rilevato dall'associazione Antigone, in alcuni istituti minorili l'uso di sedativi, antidepressivi e antipsicotici è aumentato del 400%. I dati relativi al 2025 evidenziano:

  • 188 episodi di autolesionismo.
  • 17 tentati suicidi.
  • Un suicidio registrato di un 17enne.

Dibattiti sulla gestione e la funzione rieducativa

Le operatrici dell'associazione Fermenti Lattici, Cecilia Maffei e Antonietta Rosato, stanno costruendo un percorso di incontri con i ragazzi, definendolo una \"biblioteca vivente\" in mancanza di una biblioteca fisica. La gestione degli acquisti librari è stata oggetto di discussione: la commissione, composta dalla direttrice dell'Ipm e dal prete di riferimento, ha espresso perplessità su testi riguardanti la criminalità organizzata, come Gomorra. Tuttavia, la magistrata di sorveglianza ha chiarito che non ci possono essere censure sui contenuti pubblicati da case editrici.

La dottoressa Lucia Ianne, psicologa, ha espresso una critica alla funzione attuale del carcere:

La verità è che il carcere sembra essere diventata la risposta per tutto, mentre qui ci vorrebbe ben altro. Servirebbero attività reali, una comunità che reinserisca questi ragazzi mentre così la pena serve a pochissimo, solo a rinchiuderli.

L'osservazione riguarda anche il rischio che coloro che hanno commesso piccoli reati si avvicinino ai figli di famiglie di un certo spessore criminale.

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